La ristorazione organizzata in catena continua a rafforzare il proprio ruolo nel mercato italiano del fuori casa. È quanto emerso dall’intervento di Riccardo Orlandi, presidente di Aigrim-Fipe, e di Gianluca Monfrecola direttore generale, nel corso delle plenarie di Industry Chain Circle 2026.
Nel suo intervento Orlandi ha tracciato un quadro del settore rappresentato dall’associazione. Oggi la ristorazione multilocalizzata in catena vale circa il 10% del mercato della ristorazione italiana, che nel 2024 ha raggiunto complessivamente circa 100 miliardi di euro.
Le aziende aderenti ad Aigrim rappresentano un sistema in crescita: 30.000 dipendenti e circa 3.000 punti ristoro a fine 2025, rispetto ai 23.000 addetti e 2.300 punti vendita registrati nel 2023. Numeri che testimoniano la progressiva strutturazione della ristorazione organizzata all’interno del mercato del foodservice.
Orlandi ha inoltre richiamato l’attenzione su uno dei temi più rilevanti per il settore: la disponibilità di risorse umane. Tra le iniziative avviate dall’associazione rientra anche il progetto di collaborazione con la Tunisia, pensato per favorire percorsi di formazione e inserimento lavorativo nel settore della ristorazione.
A delineare invece la strategia futura dell’associazione è stato Alessandro Monfrecola, che ha indicato tre direttrici principali su cui Aigrim intende lavorare nei prossimi anni: persone e formazione, sviluppo del business e responsabilità sociale.
Tra le priorità individuate c’è il rafforzamento dell’attrattività del settore verso i giovani, anche attraverso iniziative di formazione manageriale e il dialogo con gli istituti alberghieri.
Monfrecola ha inoltre evidenziato come la crescita delle catene sia sostenuta dalla capacità di intercettare nuovi modelli di consumo e di dialogare con le nuove generazioni. Allo stesso tempo, ha sottolineato il ruolo crescente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nei processi operativi della ristorazione.
Secondo le analisi citate durante l’intervento, il mercato globale dell’intelligenza artificiale applicata al settore potrebbe passare da circa 13 miliardi di dollari nel 2025 a quasi 70 miliardi nel 2030, con applicazioni capaci di ridurre gli sprechi alimentari e migliorare l’efficienza operativa.
Il messaggio emerso dagli interventi è chiaro: la ristorazione organizzata continua a crescere e rappresenta uno dei motori più dinamici del foodservice italiano, ma il futuro del settore passerà sempre di più dalla capacità di investire in competenze, innovazione e collaborazione lungo tutta la filiera.


