Tag: catene ristorazione

  • Industria e catene: la creazione di valore passa dalla collaborazione

    Industria e catene: la creazione di valore passa dalla collaborazione

    Nel foodservice contemporaneo la relazione tra industria e catene non è più soltanto una questione di fornitura. Sta diventando sempre più un processo di creazione congiunta del valore, fatto di prodotti, servizi, formazione e marketing condivisi.

    È quanto emerso dalla tavola rotonda dedicata a cross marketing e creazione di valore nella filiera, che ha chiuso la prima giornata di Industry Chain Circle 2026, moderata da Giulia Cimpanelli (La Repubblica).

    Al confronto hanno partecipato Alessandro Angelon (CEO, Sammontana Italia), Claudio Baitelli (CEO, Alice Pizza), GianMaria Brusini (CEO, Investfood) e Gabriele Ornaghi (Direttore Generale, Campari Group).


    Un mercato ancora in crescita

    In Italia le catene rappresentano circa il 10% della ristorazione, una quota molto inferiore rispetto ad altri Paesi.

    Come ha ricordato Claudio Baitelli, lo sviluppo di progetti industriali dedicati richiede spesso volumi importanti. Negli Stati Uniti, ad esempio, Tyson Foods impiegò sette anni per sviluppare la filiera dei chicken nuggets destinati alla rete McDonald’s.

    Il mercato italiano resta più frammentato, ma proprio per questo offre ampi margini di crescita.


    Il ruolo dell’industria

    Per Alessandro Angelon, CEO di Sammontana Italia, l’evoluzione del rapporto con le catene passa da partnership sempre più integrate.

    Il gruppo gestisce circa 5.000 referenze surgelate, serve 130–140 mila punti vendita Horeca e opera con nove stabilimenti produttivi. Una struttura che permette di collaborare con operatori di dimensioni diverse e sviluppare progetti congiunti su prodotto, marketing e innovazione.


    Beverage ed esperienza di consumo

    Dal lato beverage, Gabriele Ornaghi, Direttore Generale di Campari Group, ha evidenziato come l’aperitivo stia diventando un format replicabile anche nelle catene.

    La collaborazione con i brand passa attraverso drink list semplificate, attività di comunicazione e formazione. Con Campari Academy, ad esempio, vengono formati ogni anno circa 20.000 operatori in Italia.

    Tecnologie come Aperol Spritz On Tap permettono inoltre di servire 400–500 cocktail all’ora, garantendo qualità costante e velocità di servizio.


    Catene come laboratorio di mercato

    Secondo GianMaria Brusini, CEO di Investfood, il delivery e le piattaforme digitali stanno diventando uno spazio sempre più importante di collaborazione tra industria e ristorazione.

    Le catene funzionano così come laboratori di mercato, capaci di testare nuovi prodotti e generare rapidamente feedback sui consumatori.


    Un futuro più integrato

    Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: la crescita del foodservice passerà da una collaborazione sempre più stretta tra industria e catene.

    Quando produzione, distribuzione e marketing lavorano in modo coordinato, l’intera filiera diventa più efficiente e competitiva, creando nuove opportunità di sviluppo per tutto il settore.

  • Aigrim guarda alla crescita

    Aigrim guarda alla crescita

    La ristorazione organizzata in catena continua a rafforzare il proprio ruolo nel mercato italiano del fuori casa. È quanto emerso dall’intervento di Riccardo Orlandi, presidente di Aigrim-Fipe, e di Gianluca Monfrecola direttore generale, nel corso delle plenarie di Industry Chain Circle 2026.

    Nel suo intervento Orlandi ha tracciato un quadro del settore rappresentato dall’associazione. Oggi la ristorazione multilocalizzata in catena vale circa il 10% del mercato della ristorazione italiana, che nel 2024 ha raggiunto complessivamente circa 100 miliardi di euro.

    Le aziende aderenti ad Aigrim rappresentano un sistema in crescita: 30.000 dipendenti e circa 3.000 punti ristoro a fine 2025, rispetto ai 23.000 addetti e 2.300 punti vendita registrati nel 2023. Numeri che testimoniano la progressiva strutturazione della ristorazione organizzata all’interno del mercato del foodservice.

    Orlandi ha inoltre richiamato l’attenzione su uno dei temi più rilevanti per il settore: la disponibilità di risorse umane. Tra le iniziative avviate dall’associazione rientra anche il progetto di collaborazione con la Tunisia, pensato per favorire percorsi di formazione e inserimento lavorativo nel settore della ristorazione.

    A delineare invece la strategia futura dell’associazione è stato Alessandro Monfrecola, che ha indicato tre direttrici principali su cui Aigrim intende lavorare nei prossimi anni: persone e formazione, sviluppo del business e responsabilità sociale.

    Tra le priorità individuate c’è il rafforzamento dell’attrattività del settore verso i giovani, anche attraverso iniziative di formazione manageriale e il dialogo con gli istituti alberghieri.

    Monfrecola ha inoltre evidenziato come la crescita delle catene sia sostenuta dalla capacità di intercettare nuovi modelli di consumo e di dialogare con le nuove generazioni. Allo stesso tempo, ha sottolineato il ruolo crescente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nei processi operativi della ristorazione.

    Secondo le analisi citate durante l’intervento, il mercato globale dell’intelligenza artificiale applicata al settore potrebbe passare da circa 13 miliardi di dollari nel 2025 a quasi 70 miliardi nel 2030, con applicazioni capaci di ridurre gli sprechi alimentari e migliorare l’efficienza operativa.

    Il messaggio emerso dagli interventi è chiaro: la ristorazione organizzata continua a crescere e rappresenta uno dei motori più dinamici del foodservice italiano, ma il futuro del settore passerà sempre di più dalla capacità di investire in competenze, innovazione e collaborazione lungo tutta la filiera.

  • Industria e catene presentano i loro pitch

    Industria e catene presentano i loro pitch

    Nel programma di Industry Chain Circle 2026 uno spazio è stato dedicato ai pitch, brevi presentazioni attraverso le quali aziende dell’industria e catene della ristorazione hanno illustrato progetti, prodotti e modelli di sviluppo.

    Nel corso delle due giornate si sono susseguiti 20 pitch dell’industria Food & Beverage e della tecnologia e 11 pitch delle catene della ristorazione, offrendo una panoramica delle soluzioni e delle strategie che stanno caratterizzando il settore del foodservice.

    Per le aziende dell’industria i pitch sono stati l’occasione per presentare prodotti e servizi pensati per la ristorazione organizzata, mentre le catene hanno condiviso esperienze legate allo sviluppo dei format, alla gestione dei punti vendita e all’evoluzione dei modelli di business.

    Il formato breve degli interventi ha consentito di concentrarsi sugli elementi essenziali delle proposte presentate, offrendo ai partecipanti una visione sintetica delle principali direttrici di innovazione della filiera.

    Accanto alle sessioni plenarie e agli incontri di networking, i pitch hanno rappresentato uno dei momenti di scambio tra industria e operatori della ristorazione all’interno del programma di Industry Chain Circle 2026.

  • Oltre 130 insegne a ICC 2026

    Oltre 130 insegne a ICC 2026

    Oltre 130 insegne della ristorazione organizzata sono già rappresentate nel perimetro delle catene e dei gruppi coinvolti in Industry Chain Circle 2026, l’evento che il 12 e 13 marzo riunirà a Milano industria Food & Beverage, tecnologia e operatori della ristorazione.

    Tra i protagonisti figurano alcuni dei principali gruppi del settore, a partire da Autogrill, Areas MyChef, Chef Express e Cigierre, realtà che con i loro portafogli di marchi presidiano aeroporti, stazioni, autostrade, centri commerciali e high street in tutta Italia.

    Accanto ai grandi operatori della ristorazione in concessione e commerciale trovano spazio anche gruppi imprenditoriali dinamici della nuova ristorazione organizzata. Tra questi Investofood, che riunisce diversi format tra sushi, poké e healthy food con brand come NIMA Sushi, Pokéria by NIMA e MACHA.

    Il panorama delle catene presenti si arricchisce inoltre con insegne della ristorazione commerciale che negli ultimi anni hanno costruito format replicabili e identità di marca riconoscibili, tra cui Alice Pizza, La Piadineria, Poke House, Miscusi, Panino Giusto, Rossopomodoro, oltre ai player internazionali McDonald’s, Burger King e Starbucks.

    Accanto ai nomi più noti si registra anche la partecipazione di numerose catene di dimensioni più contenute, spesso radicate in specifiche aree geografiche o specializzate in segmenti di nicchia. Insieme, queste realtà rappresentano una parte essenziale del tessuto della ristorazione organizzata italiana e contribuiscono a definire un ecosistema sempre più articolato e dinamico del foodservice nazionale.