Deloitte a ICC: il foodservice italiano vale 85 miliardi

Il foodservice italiano continua a crescere e presenta ancora ampi margini di sviluppo rispetto ad altri mercati internazionali. È quanto emerge dai dati presentati da Tommaso Nastasi di Deloitte nel corso delle plenarie di Industry Chain Circle 2026.

Durante l’intervento sono stati illustrati alcuni indicatori chiave sull’evoluzione dei consumi fuori casa e sulle dinamiche della filiera foodservice.

Secondo l’analisi Deloitte, oggi il 33% dei consumi alimentari degli italiani avviene fuori casa, con una crescita di 9 punti percentuali rispetto al 2020.

Nonostante il recupero registrato negli ultimi anni, il dato resta inferiore rispetto alla media dell’Europa occidentale, che si avvicina al 40%, segnalando un potenziale di crescita ancora significativo per il mercato italiano.

Il valore complessivo del foodservice nel nostro Paese è stimato in circa 85 miliardi di euro.

Tra i format della ristorazione, il quick service si conferma il segmento più dinamico: tra 2019 e 2025 è cresciuto in media del 3,2% annuo, contro lo 0,5% del full service.

L’analisi evidenzia inoltre il ruolo crescente della ristorazione organizzata. Oggi le catene rappresentano circa il 10% del mercato italiano, una quota ancora distante dal 30% dell’Europa e dal 60% del Nord America, ma destinata ad aumentare nei prossimi anni.

Secondo Deloitte proprio lo sviluppo delle catene e dei format quick service rappresenterà uno dei principali driver di crescita del foodservice italiano, aprendo nuove opportunità di collaborazione tra industria, distribuzione e operatori della ristorazione.


Dati chiave dell’intervento

  • Consumi fuori casa Italia: 33%
  • Crescita rispetto al 2020: +9 punti
  • Media Europa occidentale: circa 40%
  • Valore mercato foodservice Italia: 85 miliardi €
  • Quick service crescita: +3,2% annuo
  • Full service crescita: +0,5%
  • Catene Italia: 10% del mercato
  • Catene Europa: 30%
  • Catene Nord America: 60%