Cottarelli apre la plenaria di Industry Chain Circle 2026

La giornata inaugurale di Industry Chain Circle 2026 si è aperta con l’intervento dell’economista Carlo Cottarelli, che ha offerto ai partecipanti una lettura dello scenario macroeconomico internazionale in una fase segnata da nuove tensioni geopolitiche e da forti incertezze sui mercati energetici.

Partendo dai dati più recenti, Cottarelli ha ricordato come, prima delle ultime tensioni internazionali, l’economia mondiale si muovesse su un percorso relativamente stabile. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, nel 2026 il PIL globale dovrebbe crescere intorno al 3,2%, un valore che rappresenta sostanzialmente la velocità “normale” di espansione dell’economia mondiale negli ultimi cinquant’anni.

All’interno di questo quadro continuano a distinguersi i Paesi emergenti. L’India cresce intorno al 6,5%, mentre la Cina mantiene un ritmo vicino al 5%, nonostante le difficoltà interne legate alla crisi del settore immobiliare e alla debolezza della domanda domestica.

Tra le economie avanzate la crescita resta più contenuta. Gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con un aumento del PIL del 2,2%, mentre l’Europa si colloca attorno all’1,4%.

Per l’Italia il quadro è più complesso. Dopo il forte rimbalzo post-pandemico registrato tra il 2020 e il 2022, l’economia è tornata a crescere lentamente: +1% nel 2023, +0,7% nel 2024 e +0,5% nel 2025. Per l’anno in corso le previsioni indicano una crescita dello 0,7%.

Il confronto con altri Paesi del Sud Europa evidenzia però un divario significativo. Spagna, Grecia e Portogallo stanno registrando tassi di crescita compresi tra il 2% e il 3%, recuperando terreno rispetto alla media europea.

Nel suo intervento Cottarelli ha inoltre analizzato gli effetti che eventuali shock energetici potrebbero avere sull’economia europea. Un aumento del prezzo degli idrocarburi potrebbe spingere temporaneamente l’inflazione fino al 3%, rispetto a livelli precedenti attorno all’1,5%, generando una pressione recessiva.

In questo contesto il ruolo delle politiche economiche diventa centrale. Secondo l’economista, la Banca Centrale Europea potrebbe non reagire immediatamente con un aumento dei tassi, trattandosi principalmente di uno shock di offerta legato all’energia.

Anche la politica fiscale potrebbe giocare un ruolo nel sostenere l’economia, sebbene con margini più limitati rispetto al passato. Nel 2022, ad esempio, l’Italia aveva registrato un deficit pubblico pari all’8% del PIL, che aveva consentito interventi di sostegno molto più ampi rispetto alla situazione attuale.

Guardando oltre le turbolenze geopolitiche, Cottarelli ha infine indicato quella che resta la sfida principale per l’Italia: rafforzare la crescita strutturale del sistema economico. Tra i nodi da affrontare figurano una pressione fiscale che ha raggiunto il 43,1%, la complessità burocratica e la lentezza della giustizia, fattori che rendono il Paese meno attrattivo per gli investimenti rispetto ad altri partner europei.

L’intervento ha offerto ai partecipanti di Industry Chain Circle una chiave di lettura ampia dello scenario economico in cui si muovono oggi imprese e filiere del foodservice, confermando il valore delle plenarie dell’evento come momento di analisi e confronto sui grandi trend che influenzano il mercato.