Cottarelli apre Industry Chain Circle

Ci sono momenti in cui un intervento di apertura non è una formalità. È una necessità.
All’Industry Chain Circle 2026 toccherà a Carlo Cottarelli aprire le plenarie del 12 marzo. Una scelta che riflette il clima del tempo. Il quadro internazionale è tornato instabile: il conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran ha riacceso tensioni geopolitiche che inevitabilmente si riflettono sull’economia globale.
Energia, inflazione, mercati finanziari: sono variabili che in questi mesi hanno ripreso a muoversi con maggiore nervosismo. L’Europa, già impegnata a consolidare una crescita fragile, osserva con attenzione gli sviluppi della crisi mediorientale e le possibili ripercussioni sui prezzi e sugli equilibri commerciali.
È in questo contesto che l’intervento di Cottarelli assume un significato preciso. Non sarà una lezione accademica, ma una lettura dei fatti. Di come la politica internazionale entra nei conti economici e finisce per influenzare imprese, consumi e investimenti.
Per un evento che mette a confronto industria e catene della ristorazione, partire da qui significa riconoscere una realtà semplice: prima dei menu e dei format, vengono gli equilibri economici che rendono possibile il mercato.