Tag: foodservice

  • A ICC il confronto tra industria e catene

    A ICC il confronto tra industria e catene

    La collaborazione tra industria e catene della ristorazione non è più solo una relazione commerciale, ma sempre più un processo di co-creazione di prodotti, modelli operativi e strategie di mercato. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda dedicata al tema durante Industry Chain Circle 2026, che ha riunito sul palco Stefania Criveller (Cigierre), Marco Pesaresi (Ferrarelle), Luca D’Alba (Avolta) ed Enrico Galasso (Birra Peroni).

    Il confronto ha messo in evidenza come il foodservice organizzato stia evolvendo rapidamente e come, di conseguenza, anche il rapporto con l’industria debba cambiare.

    Per le catene, la collaborazione con i fornitori è sempre più legata alla ricerca e sviluppo di prodotti pensati per le esigenze operative della ristorazione organizzata. Come ha spiegato Stefania Criveller, general manager di Cigierre, la standardizzazione dei processi e la semplificazione delle attività in cucina sono diventate priorità strategiche.

    Un esempio concreto riguarda uno dei prodotti più venduti nei ristoranti del gruppo: il galletto. In passato richiedeva preparazioni complesse in cucina; grazie alla collaborazione con un fornitore è stato sviluppato un prodotto premarinato e pronto all’utilizzo, che mantiene l’identità della ricetta ma semplifica notevolmente le operazioni nei punti vendita.

    Dal punto di vista dell’industria, la crescita delle catene rappresenta una delle principali opportunità del canale Horeca. Marco Pesaresi, general manager di Ferrarelle, ha sottolineato come le catene siano oggi il segmento più dinamico del mercato, grazie alla chiarezza della loro proposta e alla capacità di costruire format riconoscibili.

    Per i produttori questo significa andare oltre la semplice fornitura di prodotto. Nel caso di Ferrarelle, ad esempio, la collaborazione può includere attività di content creation, visibilità digitale e sviluppo congiunto di iniziative di marketing, soprattutto con le catene emergenti.

    Per operatori come Avolta, attivi nel travel retail e in diversi canali del fuoricasa, la collaborazione con l’industria passa anche attraverso la co-creazione di prodotti e l’adattamento dei brand alle specificità dei diversi contesti di consumo. L’azienda ha sviluppato una struttura dedicata – la Food Factory – dove competenze interne e partner industriali lavorano insieme per sviluppare nuovi concept e adattare le ricette ai volumi e alle esigenze del canale.

    Un altro elemento emerso dal confronto riguarda il ruolo del foodservice come laboratorio di innovazione. Secondo Luca D’Alba, proprio nei ristoranti nascono spesso i trend che successivamente arrivano alla grande distribuzione.

    Enrico Galasso, CEO di Birra Peroni, ha evidenziato come il ruolo delle catene stia cambiando anche nella percezione dell’industria. In passato erano spesso considerate soprattutto come un canale di marketing; oggi rappresentano una componente sempre più rilevante del mercato.

    In Italia le catene valgono oggi circa il 10% del mercato della ristorazione, mentre nei mercati più maturi la quota supera il 30% e in alcuni casi si avvicina al 40%.

    Questo significa che il rapporto tra industria e ristorazione organizzata dovrà evolvere sempre di più verso partnership strategiche orientate alla costruzione dell’offerta per il consumatore.

    Il panel ha quindi confermato uno dei messaggi centrali di Industry Chain Circle: la crescita del foodservice passa sempre di più dalla capacità di far lavorare insieme industria, distribuzione e catene della ristorazione, trasformando la collaborazione in un vero motore di innovazione per tutta la filiera.

  • Oltre 130 insegne a ICC 2026

    Oltre 130 insegne a ICC 2026

    Oltre 130 insegne della ristorazione organizzata sono già rappresentate nel perimetro delle catene e dei gruppi coinvolti in Industry Chain Circle 2026, l’evento che il 12 e 13 marzo riunirà a Milano industria Food & Beverage, tecnologia e operatori della ristorazione.

    Tra i protagonisti figurano alcuni dei principali gruppi del settore, a partire da Autogrill, Areas MyChef, Chef Express e Cigierre, realtà che con i loro portafogli di marchi presidiano aeroporti, stazioni, autostrade, centri commerciali e high street in tutta Italia.

    Accanto ai grandi operatori della ristorazione in concessione e commerciale trovano spazio anche gruppi imprenditoriali dinamici della nuova ristorazione organizzata. Tra questi Investofood, che riunisce diversi format tra sushi, poké e healthy food con brand come NIMA Sushi, Pokéria by NIMA e MACHA.

    Il panorama delle catene presenti si arricchisce inoltre con insegne della ristorazione commerciale che negli ultimi anni hanno costruito format replicabili e identità di marca riconoscibili, tra cui Alice Pizza, La Piadineria, Poke House, Miscusi, Panino Giusto, Rossopomodoro, oltre ai player internazionali McDonald’s, Burger King e Starbucks.

    Accanto ai nomi più noti si registra anche la partecipazione di numerose catene di dimensioni più contenute, spesso radicate in specifiche aree geografiche o specializzate in segmenti di nicchia. Insieme, queste realtà rappresentano una parte essenziale del tessuto della ristorazione organizzata italiana e contribuiscono a definire un ecosistema sempre più articolato e dinamico del foodservice nazionale.

  • Il dessert come parte dell’esperienza: Bindi protagonista a Industry Chain Circle 2026

    Il dessert come parte dell’esperienza: Bindi protagonista a Industry Chain Circle 2026


    Nella ristorazione commerciale moderna, il dessert è spesso il momento che chiude l’esperienza e ne lascia memoria. Bindi lavora su questo passaggio con un’offerta pensata per il canale professionale, capace di coniugare qualità del prodotto e facilità di gestione in servizio.
    Dai grandi classici della pasticceria italiana alle proposte più contemporanee, Bindi affianca le food chain con soluzioni studiate per garantire costanza, rapidità e affidabilità, anche in contesti multi-location e ad alta intensità operativa. Un approccio industriale che risponde alle esigenze di chi deve standardizzare senza rinunciare alla percezione di qualità.
    La presenza di Bindi Dessert all’Industry Chain Circle 2026, come espositore dell’Area Expo, apre un confronto sul ruolo del dessert nella costruzione dell’esperienza complessiva: un momento chiave, spesso sottovalutato, che può incidere su soddisfazione del cliente e valore dello scontrino.

  • Standardizzare l’esperienza espresso: Nuova Simonelli al Tech Village di ICC 2026

    Standardizzare l’esperienza espresso: Nuova Simonelli al Tech Village di ICC 2026


    Nella ristorazione organizzata, il caffè è uno dei pochi momenti in cui prodotto, gesto e macchina coincidono. Nuova Simonelli lavora su questo equilibrio progettando macchine professionali per espresso pensate per garantire qualità costante, efficienza e affidabilità anche in contesti ad alta intensità operativa.
    Le soluzioni del brand affiancano bar e food chain nella gestione quotidiana del servizio, supportando standardizzazione del risultato, velocità di esecuzione e facilità d’uso. Un approccio che tiene insieme tecnologia, design e attenzione al lavoro dell’operatore, elementi centrali nei format moderni e replicabili.
    La presenza di Nuova Simonelli all’Industry Chain Circle 2026, come espositore del Tech Village, apre un confronto concreto su come l’evoluzione delle attrezzature per il caffè possa sostenere l’esperienza beverage nel fuori casa, mantenendo qualità e controllo su larga scala.

  • Beverage e attivazione del consumo: Red Bull all’Area Expo di ICC 2026

    Beverage e attivazione del consumo: Red Bull all’Area Expo di ICC 2026


    Nel fuori casa contemporaneo, il beverage è sempre più legato ai momenti di consumo e allo stile di vita. Red Bull opera in questo spazio con un posizionamento che va oltre il prodotto, parlando a un pubblico attivo, urbano e orientato all’esperienza.
    Per le food chain, Red Bull rappresenta una proposta capace di intercettare occasioni di consumo specifiche — dal pomeriggio alla sera — e di dialogare con format diversi, dal quick service ai locali serali. Un’offerta che si inserisce con naturalezza in contesti ad alta rotazione, supportata da una forte riconoscibilità di marca.
    La presenza di Red Bull all’Industry Chain Circle 2026, come espositore dell’Area Expo, apre un confronto su come il beverage possa diventare una leva di attivazione del consumo e di relazione con il pubblico, contribuendo alla costruzione di esperienze coerenti e replicabili nella ristorazione organizzata.

  • La filiera come leva operativa: Granarolo protagonista a Industry Chain Circle 2026

    La filiera come leva operativa: Granarolo protagonista a Industry Chain Circle 2026


    Nella ristorazione commerciale moderna, la solidità della filiera è una condizione operativa, prima ancora che un valore. Granarolo lavora su questo presupposto portando nel foodservice un’offerta lattiero-casearia costruita su controllo della materia prima, organizzazione industriale e capacità di servizio.
    Latte, formaggi, burro e ingredienti funzionali trovano spazio nei menu delle food chain come componenti chiave, chiamate a garantire costanza, sicurezza e facilità di gestione. È su questo equilibrio tra prodotto e processo che Granarolo affianca la ristorazione organizzata, supportando modelli replicabili e ad alta intensità operativa.
    La presenza di Granarolo all’Industry Chain Circle 2026, come espositore dell’Area Expo, si inserisce nel confronto sul ruolo delle grandi filiere alimentari nel fuori casa: un dialogo su come qualità, scala e responsabilità possano convivere nella ristorazione contemporanea.

  • Coca-Cola HBC Italia e il beverage nella ristorazione organizzata, a ICC 2026

    Coca-Cola HBC Italia e il beverage nella ristorazione organizzata, a ICC 2026

    La presenza di Coca-Cola HBC Italia all’Industry Chain Circle 2026, come espositore dell’Area Expo, si inserisce nel confronto sul ruolo del beverage nella filiera del fuori casa: un dialogo che riguarda continuità di servizio, sostenibilità e capacità di lavorare su modelli organizzativi complessi.
    In un contesto di ristorazione sempre più strutturato e multi-location, Coca-Cola HBC Italia affianca le food chain non solo con un portafoglio ampio che spazia dalle bibite analcoliche alle acque e a categorie complementari, ma anche con servizi e competenze pensate per il canale professionale.
    Nel foodservice organizzato, il beverage non è una componente accessoria dell’offerta, ma una leva operativa che incide sull’esperienza del cliente e sull’efficienza del punto vendita. È su questo equilibrio tra prodotto, servizio e conoscenza del mercato che si gioca oggi una parte importante della competitività delle catene.

  • Irinox e il controllo del tempo in cucina, a ICC 2026

    Irinox e il controllo del tempo in cucina, a ICC 2026

    Nella ristorazione organizzata, il controllo del tempo è una questione di qualità e sicurezza. Irinox lavora su questo punto sviluppando soluzioni professionali per il rapido raffreddamento e la conservazione degli alimenti, pensate per supportare cucine strutturate e food chain multi-location.
    Abbattitori e sistemi di conservazione Irinox consentono di programmare la produzione, gestire i flussi di lavoro e mantenere standard costanti, riducendo sprechi e margini di errore. Un approccio che integra tecnologia, affidabilità e attenzione ai processi, elementi sempre più centrali nelle cucine ad alta intensità operativa.
    La presenza di Irinox all’Industry Chain Circle 2026, come espositore nel Tech Village, apre un confronto su come refrigerazione e gestione del freddo possano diventare leve strategiche per l’efficienza e la sicurezza nel foodservice moderno.

  • Lainox e la tecnologia di cottura per le food chain, a ICC 2026

    Lainox e la tecnologia di cottura per le food chain, a ICC 2026

    Nella ristorazione organizzata, la tecnologia di cucina è sempre più una leva di controllo e qualità. Lainox lavora su questo terreno sviluppando soluzioni di cottura professionale pensate per supportare chef e food chain nella gestione quotidiana delle operazioni.
    I forni combinati e i sistemi intelligenti Lainox sono progettati per garantire precisione, ripetibilità e affidabilità, anche in contesti ad alta intensità produttiva. Un approccio che consente di semplificare i processi, ridurre la dipendenza dall’intervento manuale e mantenere standard elevati su più punti vendita.
    La presenza di Lainox all’Industry Chain Circle 2026, si inserisce nel confronto su come l’innovazione tecnologica in cucina possa sostenere modelli di ristorazione più efficienti, scalabili e coerenti con le esigenze delle food chain moderne.

  • Pagamenti online e buoni pasto: Voucherly a ICC 2026

    Pagamenti online e buoni pasto: Voucherly a ICC 2026

    Nel foodservice organizzato il vero collo di bottiglia oggi non è l’ordine, ma il momento del pagamento.
    Code in cassa e processi frammentati impattano direttamente su operatività, rotazione dei tavoli ed esperienza complessiva. Voucherly affronta questo punto critico introducendo il pagamento al tavolo tramite QR code, una soluzione pensata per semplificare l’incasso e rendere più fluidi i flussi nei momenti di maggiore affluenza. Il pagamento avviene direttamente dal tavolo, senza passaggi intermedi e senza appesantire l’operatività. Su questo layer si innesta l’integrazione completa dei buoni pasto digitali, delle carte di credito e dei metodi di pagamento alternativi, tutti gestiti all’interno di un’unica piattaforma. Il sistema si integra nativamente con i sistemi di cassa esistenti, le app proprietarie e i programmi di loyalty, senza modificare i flussi già in uso. Il risultato è un’esperienza coerente tra pagamento al tavolo, online e in-store, con minore complessità tecnica e maggiore controllo sui dati. All’ICC 2026 Voucherly porta una visione chiara: il pagamento al tavolo è una leva operativa e commerciale, soprattutto quando include anche i buoni pasto.